Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

UN PENSIERO PER VOI
In questa domenica, di nuovo, interrompiamo il cammino ordinario per vivere una festa che riporta la nostra attenzione alla Croce. Secondo la tradizione la regina Elena, madre dell’Imperatore Costantino, in questa giornata portò a Costantinopoli le presunte reliquie della croce di Cristo miracolosamente ritrovate durante il suo pellegrinaggio a Gerusalemme.
La Croce è “la parola definitiva di Dio sul mondo, il dono totale e assoluto di sé!” Da strumento di tortura e morte, la croce è diventata l’emblema della misura dell’amore senza misura di Dio! È questo amore che oggi esaltiamo, non il dolore che essa porta con sé! Perché amare, lo sappiamo bene anche noi uomini, spesso richiede sacrificio e comprensione.
Oggi esaltiamo l’amore donato, lo poniamo in alto nelle nostre scelte, appeso alle nostre case perché irradi, con la sua logica, tutta la nostra vita! Guardando la Croce possiamo dire, con il cuore: “quanto sono Amato!” Guardando la Croce possiamo ricordare che la nostra fede si fonda sulla cosa più bella del mondo: “un atto d’Amore!”
Buona settimana, don Alessandro
